I 10 Migliori Prodotti Di Olio Di Pesce E Omega 3 Nel 2018

Anders Nedergaard
af Anders Nedergaard - PhD & MSc

Cerchi il miglior olio di pesce? Candidlab ha analizzato il contenuto e valutato la qualità di omega-3 in ogni prodotto. Il prezzo è stato valutato rispetto alle alternative sul mercato. Trova ora i 10 migliori integratori di olio di pesce sul mercato nel 2018.

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IL MIGLIOR OLIO DI PESCE OMEGA 3 SUL MERCATO

  • Myprotein Omega 3

    1. Myprotein Omega 3

    Myprotein Omega 3
    Punteggio totale 8.9
    Punteggio totale
    8.9
     

    1. Myprotein Omega 3

    Myprotein Omega 3 è il miglior integratore a base di olio di pesce disponibile sul mercato. È un integratore efficace che copre il 100% dell’apporto giornaliero dei principali acidi grassi omega 3 EPA e DHA raccomandato da EFSA. Inoltre, Myprotein Omega 3 è uno dei meno costosi integratori di omega 3 sul mercato con un prezzo giornaliero di 0.1 euro.

    8.9
    Venditore Prezzo per Spedizione Totale  
    Myprotein 9.09 € 3.99 € 13.08 € Vai al negozio
    Ebay 16.85 € 0 € 16.85 € Vai al negozio
  • 2. Self Omninutrition Active Marine O3

    Self Omninutrition Active Marine O3
    Punteggio totale 8.5
    Punteggio totale
    8.5
     

    #2 Self Omninutrition Active Marine O3

    Self Omninutrition Active Marine O3 è il secondo miglior integratore di omega 3 nei nostri test. Il prodotto soddisfa le raccomandazioni giornaliere EFSA, qualificandosi come un buon prodotto. Il prezzo è anche vantaggioso, con un prezzo per porzione giornaliera di 0.25 euro.

    8.5
    Venditore Prezzo per Spedizione Totale  
    Nutribay 14.99 € 0 € 14.99 € Vai al negozio
    BestBody 14.99 € 4.99 € 19.98 € Vai al negozio
    Prozis 9.99 € Vai al negozio
  • 3. Ironmaxx Platinum Omega 3

    Ironmaxx Platinum Omega 3
    Punteggio totale 8.5
    Punteggio totale
    8.5
     

    #3 Ironmaxx Platinum Omega 3

    Ironmaxx Platinum Omega 3 ha raggiunto solo il terzo posto, nonostante contenga ragionevoli quantità di omega 3 ad un prezzo dignitoso. Ad ogni modo, sono le piccole approssimazioni che fanno la differenza in in questa categoria di prodotti. La dose giornaliera apporta 580.0 mg di EPA e DHA, che è la quantità ottimale. Inoltre, il prezzo per il consumo giornaliero è 0.23.

    8.5
    Venditore Prezzo per Spedizione Totale  
    BestBody 8.91 € 4.99 € 13.9 € Vai al negozio
    Nutripower 9.99 € 4.99 € 14.98 € Vai al negozio
    Vitalabo 9.99 € 5.9 € 15.89 € Vai al negozio
  • 4. Olimp Gold Omega 3

    Olimp Gold Omega 3
    Punteggio totale 8.5
    Punteggio totale
    8.5
     

    #4 Olimp Gold Omega 3

    Olimp Gold Omega 3 è acquistabile al prezzo giornaliero di 0.18 euro, di fatto uno dei prodotti più abbordabili sul mercato – si è classificato tra i primi 3. In compenso, la qualità di questo integratore lascia a desiderare.

    8.5
    Venditore Prezzo per Spedizione Totale  
    Vitamincenter 16.14 € 5.8 € 21.94 € Vai al negozio
    Fitness Boutique 24.9 € 9.9 € 34.8 € Vai al negozio
  • 5. Myprotein Omega Balance

    Myprotein Omega Balance
    Punteggio totale 8.3
    Punteggio totale
    8.3
     

    #5 Myprotein Omega Balance

    Myprotein Omega Balance costa 0.32 euro al giorno e pertanto si colloca nel terzo intermedio dei prodotti a base di olio di pesce. Il prezzo non è abbastanza competitivo per portare questo prodotto tra i migliori disponibili sul mercato.

    8.3
    Venditore Prezzo per Spedizione Totale  
    Myprotein 35.99 € 3.99 € 39.98 € Vai al negozio
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COME REVISIONIAMO

Agli integratori di omega 3 viene assegnato un punteggio per il prezzo e per l’efficacia prevista (la qualità). È possibile trovare il processo per il calcolo del punteggio per il prezzo sulla pagina ‘come eseguiamo le revisioni’ mentre il sistema di punteggio per la qualità è spiegato in basso. Prezzo e qualità hanno lo stesso peso nel punteggio finale. Revisioniamo principalmente la qualità dei prodotti di omega 3 ed olio di pesce in base al loro contenuto di acidi grassi omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido decosaesaenoico).

Acidi grassi essenziali

Ci sono solo due gruppi di acidi grassi essenziali. La parola essenziale si riferisce al fatto che il nostro corpo non è in grado di produrli. Pertanto, per mantenere funzioni biologiche regolari e restare in salute, necessitiamo di questi due gruppi di acidi grassi o dalla nostra dieta o da integratori. Il primo è l’acido grasso omega 3 ALA (acido alfa-linolenico) e l’acido grasso omega 6 LA (acido linolenico).

Acidi grassi omega 3

La ricerca ha dimostrato che ci sono almeno 6 acidi grassi omega 3 fisiologici rilevanti, tutti esistenti in natura a diversi livelli. Tuttavia, i più importanti, dal punto di vista fisiologico, sono gli acidi ALA, EPA e DHA. L’ALA si trova nelle piante, specialmente nei semi e nei semi di lino. Il nostro corpo, attraverso una lunga catena di percorsi chimici, converte l’acido ALA in EPA e DHA. La stragrande maggioranza degli effetti fisiologici associati agli acidi grassi omega 3 derivano dall’EPA e dal DHA. La ragione più probabile è che entrambi vengono trasformati in una varietà di sostanze segnale, di cui le più importanti sono le prostaglandine ed i leucotrieni. Queste sostanze segnale agiscono da antinfiammatori e aiutano a regolare il sistema immunitario, il metabolismo, la guarigione, la cicatrizzazione e tanto altro (1, 2).

Come riportato, l’ALA viene convertito in EPA e DHA all’interno del corpo. Anche l’EPA può essere convertito in DHA e viceversa (ma nessuno dei due può essere convertito in ALA). Tuttavia, la conversione non sempre avviene efficientemente, ma può essere compromessa da malattie metaboliche (come il diabete), polimorfismi genetici o un alto tasso di acidi grassi omega 6. Questo significa che l’assunzione di EPA e di DHA, che sia dalla dieta o da integratori, è maggiore della quantità di ALA e dei rimanenti acidi grassi omega 3, nel soddisfare il bisogno fisiologico di acidi grassi omega 3 e di citochine e ormoni a cui danno luogo.

Perché non gli acidi grassi omega 6?

Gli acidi grassi omega 6 agiscono come gli omega 3, nel senso che ci sono un certo numero di acidi grassi omega 6 fisiologicamente rilevanti che si trovano in natura. Inoltre, i loro principali effetti derivano dalle prostaglandine e dai leucotrieni degli acidi grassi omega 6 (diversi da quelli degli acidi grassi omega 3).

Ci sono diverse ragioni per cui solitamente non è indicato aumentare il consumo di acidi grassi omega 6. Prima di tutto, molte delle sostanze segnale che il corpo produce dagli omega 6 sono pro-infiammatorie. Inoltre, la maggior parte delle persone assume già abbondanti quantità di omega 6 dalla loro dieta e, infine, gli omega 6 competono con gli omega 3 per alcuni degli enzimi in comune, per cui uno squilibrio nel rapporto tra i due può influenzare fortemente le prostaglandine e i leucotrieni prodotti.

Questo è il motivo per cui la letteratura scientifica spesso riporta che l’equilibrio tra omega 3 e 6 nella dieta ha un significato indipendente, oltre alle quantità assolute di omega 3 e 6 consumate. La dieta occidentale tipicamente ha un rapporto di omega 6 e 3 tra 50:1 e 100:1 mentre il rapporto ottimale è tra 4:1 e 1:1 (3).

Cosa fa l'integrazione di omega 3

Nel caso di un apporto insufficiente di acidi grassi omega 3 o anche di un rapporto basso di omega 3 rispetto agli omega 6, l’integrazione con acidi grassi omega 3 può offrire una vasta gamma di interessanti effetti biologici.

L’integrazione di omega 3 abbassa il livello di trigliceridi (grassi) nel sangue. Questo effetto si osserva sia in individui sani che in soggetti con un elevato tasso di trigliceridi (4).

L’integrazione con omega 3 ha abbassato la pressione sanguigna in alcuni studi, ma non tutti. Una più bassa pressione sanguigna è stata osservata in soggetti che inizialmente avevano una pressione alta (5, 6).

Generalmente, è riportato che l’integrazione di omega 3 ha proprietà antinfiammatorie e, nonostante possa essere vero, è una descrizione vaga. La ricerca scientifica ha dimostrato che gli omega 3 possono ridurre il dolore nelle condizioni in cui l’infiammazione abbia un ruolo centrale. Per esempio nelle infiammazione della gotta (7-10).

Se si è già soggetti a trombi sanguigni, è stato ben documentato che l’integrazione di omega 3 riduce significativamente, fino al 30%, il rischio di morire con un altro trombo (11). Per la popolazione sana, i dati sono meno chiari. Aluni studi osservano una diminuizione della mortalità, altri no (12-14).

Il DHA è particolarmente importante anche durante lo sviluppo fetale per la formazione del cervello. Nella maggior parte dei Paesi, le organizzazioni di sanità pubblica hanno raccomandazioni specifiche per l’assunzione di DHA durante la gravidanza.

Come revisioniamo gli integratori di olio di pesce e omega 3

Quando calcoliamo il nostro punteggio per la qualità, il peso individuale di ciascuno degli essenziali acidi grassi omega 3 è il seuente ALA: 20%, EPA: 40% e DHA: 40%. Per ciascuno di essi tre acidi frassi assegniamo punti in modo lineare, fino a 1600 mg di ALA, 250 mg di EPA e 250 mg di DHA, ottenendo il 100% al punteggio soglia. Inoltre, per ciascuno di questi ingredienti il punteggio massimo aumenta fino alla metà del limite TUL (Tolerable Upper Level of Intake). Se il contenuto di un integratore supera il limite, il punteggio diminuisce linearmente fino a raggiungere lo zero del limite TUL. Non vi è nessun limite TUL per l’ALA ma è di 1800 mg per l’EPA e di 3200 per il DHA. Tutti questi valori vengono analizzati per porzione, così come vengono definiti dal produttore.

FAQ

Qual è la quantità da assumere raccomandata?

In Europa, l’EFSA (European Food and Safetu Authority) raccomanda un apporto di EPA e DHA di 250 mg per la popolazione in condizioni normali. Per le donne incinte, l’apporto di DHA deve essere incrementato di una quantità che va da 100 a 200 mg (15). In Scandinavia, si raccomanda che l’1% dell’apporto energetico giornaliero provenga da acidi grassi omega 3 – questa raccomandazione non riguarda esclusivamente EPA e DHA (16). Negli Stati Uniti, l’Istituto di Medicina raccomanda che un uomo adulto consumi 1600 mg di ALA ed un minimo di 160 mg di EPA + DHA. Inolte, raccomanda 1100 mg di ALA ed un minimo di 110 di EPA + DHA per le donne (17). Queste raccomandazioni, in circostanze normali, possono essere seguite consumando pesce grasso due o tre volte a settimana (ci sono tra uno e due grammi di EPA e DHA in totale per 100 grammi di pesce grasso come il salmone e le aringhe).

È possibile assumere troppo omega 3?

È possibile assumere troppo omega 3, dal momento che molte delle sostanze segnale in cui gli acidi grassi essenziali sono convertiti possono avere effetti biologici rilevanti. Uno dei maggiori rischi sono disturbi emorragici e disordini nella regolazione del sistema immunitario. Il gruppo EFSA per la sicurezza ha esaminato le ricerche ed afferma che dosi combinate di EPA e DHA fino a 5 grammi al giorno e fino a 1,8 grammi di solo EPA al giorno sono considerate sicure per una persona adulta (18).

E per quanto riguarda irrancidimento, tossine ambientali e metalli pesanti?

I metalli pesanti si legano al tessuto adiposo e a certe proteine del corpo. Questo è il motivo per cui i metalli pesanti si concentrano nella parte più alta della catena alimentare. Nell’oceano, i grandi pesci predatori sono all’apice della catena alimentare e, per questo, dove i metalli pesanti e altre tossine ambientali sono più concentrati. Questo ha sollevato un dubbio sul consumo di pesce grasso e olio di pesce e la conseguente assunzione di metalli pesanti.

Allo stesso modo, gli acidi grassi polinsaturi sono suscettibili a ossidazione, comunemente chiamato irrancidimento. Il corpo non può utilizzare acidi grassi omega 3 che sono ossidati, per questo la rancidità cause una perdita di acidi grassi biologicamente rilevanti. Inoltre, tipicamente la rancidità risulta avere un odore ed un sapore di pesce. È stato ipotizzato che gli acidi grassi rancidi possano avere un effetto inverso, ma non vi è sufficiente ricerca disponibile. EFSA ha stabilito un punto di riferimento, concludendo che al momento non c’è evidenza che suggerisca che la rancidità possa rendere i prodotti di olio di pesce pericolosi (19, 20). La rancidità (ossidazione) riduce la quantità di EPA e DHA e quindi rende l’olio di pesce meno attivo biologicamente. In ogni caso, non vi è ragione di collegare la rancidità con effetti contrari. È anche importante notare che non è stato posto un limite per la rancidità nella maggior parte degli studi scientifici sull’olio di pesce condotti fino ad ora. Ciò significa che la maggior parte degli integratori usati negli studi avevano diversi livelli di rancidità e presentavano ancora i benefici menzionati in precedenza.

In Danimarca, l’organizzazione consumatori “Tænk” ha recentemente testato dieci diversi prodotti di olio di pesce per metalli pesanti e rancidità. È stato trovato che i livelli di tossine ambientali e metalli pesanti erano di gran lungo più bassi del livello permesso per tutti i prodotti. Inoltre, la grande maggioranza era assolutamente priva sia di tossine che rancidità. Questo indica che la contaminazione non è un problema, almeno in questo test.

Ci sono programmi internazionali di certificazione, come IFOS, dove diversi marchi o produttori possono far testare i loro prodotti di olio di pesce. Passando il test, possono ottenere un certificato di purezza, ma non c’è evidenza che questo sia associato ad una migliore attività biologica degli integratori di olio di pesce.

Elenco di riferimenti

  1. Arterburn LM, Hall EB, Oken H. Distribution, interconversion, and dose response of n−3 fatty acids in humans. Am. J. Clin. Nutr. 2006;83(6):S1467–1476S.
  2. Wall R, Ross RP, Fitzgerald GF, Stanton C. Fatty acids from fish: the anti‐inflammatory potential of long‐chain omega‐3 fatty acids [Internet]. Nutr. Rev. [published online ahead of print: 2010];http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1753-4887.2010.00287.x/full. cited
  3. Simopoulos AP. The importance of the ratio of omega-6/omega-3 essential fatty acids. Biomed. Pharmacother. 2002;56(8):365–379.
  4. Friedberg CE, Janssen MJ, Heine RJ, Grobbee DE. Fish oil and glycemic control in diabetes. A meta-analysis. Diabetes Care 1998;21(4):494–500.
  5. Colussi G, Catena C, Novello M, Bertin N, Sechi LA. Impact of omega-3 polyunsaturated fatty acids on vascular function and blood pressure: Relevance for cardiovascular outcomes. Nutr. Metab. Cardiovasc. Dis. 2017;27(3):191–200.
  6. Miller PE, Van Elswyk M, Alexander DD. Long-chain omega-3 fatty acids eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid and blood pressure: a meta-analysis of randomized controlled trials. Am. J. Hypertens. 2014;27(7):885–896.
  7. Senftleber NK et al. Marine Oil Supplements for Arthritis Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Trials [Internet]. Nutrients 2017;9(1). doi:10.3390/nu9010042
  8. Lewis JS, Sandford FM. Rotator cuff tendinopathy: is there a role for polyunsaturated Fatty acids and antioxidants?. J. Hand Ther. 2009;22(1):49–55; quiz 56.
  9. Goldberg RJ, Katz J. A meta-analysis of the analgesic effects of omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation for inflammatory joint pain. Pain 2007;129(1-2):210–223.
  10. Lee Y-H, Bae S-C, Song G-G. Omega-3 polyunsaturated fatty acids and the treatment of rheumatoid arthritis: a meta-analysis. Arch. Med. Res. 2012;43(5):356–362.
  11. Bucher HC, Hengstler P, Schindler C, Meier G. N-3 polyunsaturated fatty acids in coronary heart disease: a meta-analysis of randomized controlled trials. Am. J. Med. 2002;112(4):298–304.
  12. Hooper L et al. Risks and benefits of omega 3 fats for mortality, cardiovascular disease, and cancer: systematic review. BMJ 2006;332(7544):752–760.
  13. Chen G-C, Yang J, Eggersdorfer M, Zhang W, Qin L-Q. N-3 long-chain polyunsaturated fatty acids and risk of all-cause mortality among general populations: a meta-analysis. Sci. Rep. 2016;6:28165.
  14. Wan Y, Zheng J, Wang F, Li D. Fish, long chain omega-3 polyunsaturated fatty acids consumption, and risk of all-cause mortality: a systematic review and dose-response meta-analysis from 23 independent prospective cohort studies. Asia Pac. J. Clin. Nutr. 2017;26(5):939–956.
  15. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition, and Allergies (NDA). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids, and cholesterol. EFSA Journal 2010(8 (3)):1461–1568.
  16. Nordic Council of Ministers. Nordic Nutrition Recommendations 2012: Integrating nutrition and physical activity. Nordic Council of Ministers; 2014:
  17. Institute of Medicine et al. Dietary Reference Intakes for Energy, Carbohydrate, Fiber, Fat, Fatty Acids, Cholesterol, Protein, and Amino Acids. National Academies Press; 2005:
  18. EFSA Panel on Dietetic Products NAA (nda). Scientific Opinion on the Tolerable Upper Intake Level of eicosapentaenoic acid (EPA), docosahexaenoic acid (DHA) and docosapentaenoic acid (DPA) [Internet]. EFSA Journal 2012;10(7). doi:10.2903/j.efsa.2012.2815
  19. Cameron-Smith D, Albert BB, Cutfield WS. Fishing for answers: is oxidation of fish oil supplements a problem?. J. Nutr. Sci. 2015;4:e36.
  20. Collins JD et al. Scientific Opinion on Fish Oil for Human Consumption [Internet]. EFSA Journal 2010;8(10).http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/1874.pdf. cited

Last modified: 7. agosto 2018

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